Quella tra diritti e culture è una relazione complessa che ha caratterizzato la storia dei diritti umani fin dall'elaborazione della Dichiarazione Universale del 1948.
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Sebbene nel corso di questi settant'anni la dialettica tra la dichiarata universalità dei primi e la particolarità delle seconde sia stata a più riprese enfatizzata in senso critico, appare oggi assai riduttivo limitarne la lettura nei termini dell'opposizione classica tra universalismo e relativismo. Tanto le culture quanto i diritti sono in continua trasformazione e lo è quindi anche il loro rapporto, che è necessario continuare ad indagare se non si vuole assistere a un'involuzione del livello di tutela della libertà e della dignità umana. Le voci raccolte in questa antologia provengono dall'antropologia giuridica, dalla sociologia del diritto e dalla filosofia. Esse mostrano l'impegno di numerosi studiosi a superare il paradigma della reciproca incompatibilità e a dare forma e sostanza a un dialogo interculturale sui diritti umani fondato sull'idea che i linguaggi e la produzione dei diritti traggono dalle culture (e portano in esse) sempre nuovi elementi con i quali rafforzarsi reciprocamente quali concreti strumenti di liberazione dell'essere umano.